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Solstis vince il Premio Solare Svizzero 2025
Solstis – un’azienda della nostra rete – è stata insignita del Premio Solare Svizzero 2025 nella categoria «Edifici» per la sapiente integrazione di tecnologie innovative in un’architettura tutelata. Il riconoscimento premia un impianto fotovoltaico su un complesso edilizio tutelato a Crissier (VD). Il progetto di Solstis dimostra come sia possibile conciliare tutela dei monumenti, efficienza energetica e densificazione sostenibile.
Il riconoscimento premia l’integrazione esemplare dell’impianto fotovoltaico nel tessuto edilizio storico. È in linea con la strategia fotovoltaica di BKW presentata nell’aprile 2024, che promuove in modo mirato soluzioni energetiche sostenibili. Frédéric Palli, Managing Director Regione Centro & divisione Fotovoltaico presso BKW Building Solutions, afferma: «Questo dimostra che anche per sfide particolari, come gli edifici protetti quali beni culturali, sono possibili soluzioni di alta qualità e praticabili. La tutela dei monumenti storici e l’energia solare non si escludono a vicenda, ma possono contribuire insieme alla transizione energetica.»
La giuria specializzata è rimasta colpita dalla qualità, dall’innovazione e dal contributo del progetto residenziale alla promozione delle energie rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di CO2. L’impianto fotovoltaico è stato integrato con particolare cura nell’ambiente circostante. Il progetto rappresenta una nuova generazione di impianti solari, che coniuga in modo convincente efficienza, estetica e sostenibilità.
L’impianto soddisfa i massimi requisiti in materia di tutela dei monumenti e contribuisce in modo significativo all’approvvigionamento energetico dell’intero quartiere. Con 665 moduli FV in un discreto colore marrone, l’impianto raggiunge una potenza di circa 70 kWp e produce ogni anno circa 70’000 kWh di elettricità – sufficienti per rifornire diverse economie domestiche con energia solare locale.
La storica fattoria, costruita nel 1754, funge oggi da centro energetico: l’energia solare prodotta alimenta sia l’edificio stesso sia le nuove costruzioni adiacenti nell’area. Il concetto complessivo sostenibile è completato da sonde geotermiche, isolamento minerale, ventilazione naturale nonché da una densificazione qualitativa con spazi che favoriscono la comunità e dalla depavimentazione del suolo.
Victor Nichanian, responsabile di progetto presso Solstis, aggiunge: «Siamo orgogliosi di aver realizzato, insieme ai diversi soggetti coinvolti, una soluzione convincente sia dal punto di vista estetico sia energetico – creando così un vero valore aggiunto per il quartiere.»

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Frédéric Palli di BKW Building Solutions sottolinea inoltre che il riconoscimento è anche un’attestazione del fatto che Solstis installa impianti innovativi e di alta qualità nel settore delle energie rinnovabili, e lo fa da oltre 30 anni.
7 domande ai responsabili di SolstisChe cosa rende questo progetto a Crissier particolarmente speciale dal vostro punto di vista, sia dal punto di vista tecnico sia architettonico?Victor Nichanian: Dal punto di vista architettonico, l’edificio si integra perfettamente nel quartiere, come mostrano le riprese aeree: l’integrazione delle tegole solari è discreta, esteticamente molto riuscita e la struttura originaria del tetto è stata preservata. Sul piano tecnico, è stato fondamentale coordinare bene i diversi mestieri – dal carpentiere al lattoniere fino all’elettricista. Ne è nata così un’installazione su misura con finestre da tetto elettrificate e una comunità di autoconsumo che sfrutta in modo ottimale l’energia solare prodotta in loco.Quali sfide comporta l’installazione di un impianto fotovoltaico su un edificio tutelato come monumento storico?Victor Nichanian: Ci sono stati molti colloqui tra promotore, committenza, architetti e Comune per trovare la soluzione esteticamente migliore possibile – con il colore adatto e nel rispetto di un budget ragionevole. Era particolarmente importante preservare le travi del tetto del 1754. Insieme all’ingegnere del legno abbiamo sviluppato un concetto che rispetta le strutture storiche e al contempo integra perfettamente le tegole solari.
I moduli FV sono stati prodotti o adattati appositamente per questo progetto? Perché la scelta è ricaduta sui moduli marroni?Stéphane Krattinger: Abbiamo proposto tre tonalità di marrone dal catalogo del produttore: Terracotta ruggine, Terracotta e Marrone terra. Le autorità hanno infine optato per marrone terra, perché si integra nel modo più armonioso nel paesaggio dei tetti, nonostante questa tonalità non fosse tecnicamente la più performante. Anche il formato delle tegole (985 x 875 mm) è stato scelto consapevolmente per avvicinarsi il più possibile all’aspetto delle tegole tradizionali.Quale ruolo svolgono la scelta del colore e l’estetica dei materiali nell’accettazione di impianti di questo tipo nei quartieri storici?Stéphane Krattinger: Sempre più spesso i Comuni richiedono un’estetica terracotta per le tegole solari, in particolare in regioni come il Lavaux, dove i pannelli solari convenzionali non sono affatto consentiti.Come reagiscono i residenti e il Comune al progetto?Stéphane Krattinger: Poiché il tetto è ben visibile nel quartiere e nei dintorni, l’installazione è percepita come un grande successo e come una notevole integrazione architettonica. Ha suscitato un vero effetto wow in tutto il quartiere, trasversalmente a tutte le generazioni.
Com’è stata la collaborazione con gli studi di architettura e ingegneria?Victor Nichanian: La collaborazione è stata estremamente costruttiva, in particolare con lo studio di architettura Fiona Pia Architectes – dalla prima stima dei costi fino alla messa in servizio. È stato necessario elaborare diverse varianti di offerta per soddisfare le richieste del cliente, con tipi e dimensioni di tegole differenti. Dopo la scelta del modello e l’assegnazione dell’incarico, si è tenuto un incontro con l’ingegnere del legno per integrare le tegole nel concetto complessivo di risanamento del tetto. L’integrazione di dieci lucernari delle stesse dimensioni delle tegole, posizionati in punti strategici sulla superficie del tetto, ha rappresentato una sfida particolare. Da queste riunioni sono nati piani precisi della carpenteria del tetto, che hanno permesso un’integrazione al centimetro.Qual è stato il suo momento culminante personale in questo progetto?Victor Nichanian: Seguire il progetto dalla A alla Z è stato in parte impegnativo e sfidante, ma soprattutto istruttivo e affascinante! Uno dei momenti più belli per me è stato il primo volo del drone sopra l’impianto – prima durante il montaggio e poi dopo il completamento. In quel momento ci siamo resi conto di quanto l’installazione fosse riuscita e di quanto il colore delle tegole risultasse bello sia con il cielo nuvoloso sia con il sole.Stéphane Krattinger: È una vera gioia collaborare con architetti e architette che dimostrano spirito d’innovazione! Amiamo progetti straordinari come questi, che permettono al nostro studio di progettazione di trovare la migliore soluzione d’integrazione possibile per un edificio storico tutelato del 1754. In sintesi: un risultato eccellente con tegole solari in terracotta prodotte in Svizzera e lucernari su misura.
Rete di espertiBKW Building Solutions, in qualità di fornitore di installazioni e tecnologie, grazie alla sua rete di esperti è in grado di fornire alle clienti e ai clienti soluzioni e componenti coordinati tra loro, personalizzati, compatibili tra loro e costantemente ampliabili. Con questo approccio, anche le tendenze future e le mutate esigenze non rappresentano un ostacolo per una transizione riuscita verso un futuro rispettoso dell’ambiente.

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Il Premio Solare Svizzero viene assegnato ogni anno dal 1990 dall'Agenzia Solare Svizzera, in collaborazione con l'Ufficio federale dell'energia (UFE), SvizzeraEnergia e altri partner.
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