Il piano di salvataggio non deve diventare una soluzione permanente
Energia
Scudo di salvataggio: lo strumento di crisi non deve diventare una soluzione permanente
24 febbraio 2026
Nel 2022 la Confederazione ha istituito uno strumento di salvataggio d’emergenza con la Legge federale sugli aiuti finanziari sussidiari per il salvataggio delle imprese del settore elettrico di rilevanza sistemica, in breve FiREG. Da allora la situazione sui mercati dell’energia si è stabilizzata e le imprese energetiche di rilevanza sistemica hanno rafforzato sensibilmente la loro gestione dei rischi e della liquidità. Ciononostante, il Consiglio federale propone di prorogare la FiREG fino alla fine del 2031. Per BKW è chiaro: uno strumento di crisi non può diventare una soluzione permanente.
Lo stato d’eccezione non è un modello di business
La FiREG è stata creata in una situazione eccezionale storica per attenuare le carenze di liquidità dovute a estreme distorsioni del mercato sulla borsa elettrica. Oggi, tuttavia, molti dei rischi di allora sono già stati affrontati – attraverso:
modelli di rischio migliorati e una gestione della liquidità delle aziende rafforzata,
nuove basi regolatorie come la Legge federale sulla vigilanza e la trasparenza nel commercio all’ingrosso di energia (LATE),
adeguamenti a livello di mercato delle regole di clearing e di borsa.
Che cos’è esattamente il FiREG?
FiREG = Legge federale sugli aiuti finanziari sussidiari per il salvataggio delle imprese dell’economia elettrica di rilevanza sistemica
Introduzione: 2022 come strumento di crisi temporaneo
Scopo: Aiuti statali di liquidità («scudo di salvataggio») per garantire l’approvvigionamento elettrico
Quando si applica? In caso di acuta carenza di liquidità di un’impresa elettrica di rilevanza sistemica
Strumento: Prestiti federali sussidiari a pagamento
Monitoraggio: Le aziende forniscono tra l'altro report sulla liquidità, ElCom monitora costantemente la situazione
Discussione attuale: Proroga fino al 2031 (invece che originariamente fino alla fine del 2026)
Responsabilità invece di soluzione permanente
Uno strumento d’emergenza trae la sua legittimità dalla sua limitazione temporale e dalla sua chiara destinazione d’uso. Una proroga inadeguata comporta il rischio che un puro meccanismo di salvaguardia si trasformi in una garanzia statale implicita – con potenziali distorsioni della concorrenza e maggiori costi per le imprese e l’economia nazionale.
Questo rischio è stato sottolineato anche nel dibattito parlamentare finora svolto: mentre una risicata maggioranza della commissione è disposta a discutere una proroga, le voci critiche rilevano che le imprese avrebbero avuto tempo sufficiente per rafforzare la propria previdenza.
Quando la previdenza diventa uno svantaggio
Un punto particolarmente critico è il forfait di messa a disposizione: le aziende pagano per il meccanismo di salvataggio, indipendentemente dal fatto che vi facciano ricorso. Ciò porta inevitabilmente a un problema di concorrenza:
Le aziende con una solida previdenza di liquidità sostengono costi aggiuntivi.
Le coperture basate sul mercato sono di fatto gravate due volte.
Le garanzie statali possono distorcere la situazione concorrenziale.
La sicurezza nasce da mercati robusti – non da crediti permanenti
La sicurezza dell’approvvigionamento non si basa su un credito statale permanentemente disponibile, bensì su mercati robusti, diversificazione, interconnessione internazionale e chiare linee guida regolatorie. Con la Legge federale sulla vigilanza e la trasparenza nei mercati dell’energia (BATE) esistono già strumenti efficaci per la vigilanza del mercato e il rafforzamento della trasparenza. Gli obblighi di informazione contenuti nella FiREG possono essere mantenuti – tuttavia senza gli incentivi distorti associati a una garanzia statale di liquidità prorogata.
Chi rafforza la previdenza non ha bisogno di un paracadute di salvataggio
La BKW ha respinto il paracadute di salvataggio fin dall’inizio e non vi ha mai fatto ricorso. Di conseguenza, respinge anche la sua proroga. La legge dovrebbe scadere a fine 2026 come previsto. Il settore elettrico ha fatto i suoi compiti. Ora servono decisioni politiche prese con responsabilità e misura.
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