Transizione energetica a passo di lumaca: Boll come esempio emblematico delle sfide
27 novembre 2025
Il villaggio di Boll, nel Canton Berna, è cambiato molto negli ultimi anni. Oltre a numerosi edifici, anche la rete elettrica è stata preparata per la svolta energetica. Dominik Schütz, responsabile presso BKW dell’ampliamento della rete nell’area di Berna, spiega perché ci sono voluti ben 15 anni per adeguare la rete elettrica di Boll alle nuove esigenze – e perché sono urgentemente necessarie misure di accelerazione.
Con il cosiddetto progetto «Netzexpress» si intende accelerare la trasformazione e l’ampliamento delle reti elettriche. Nel progetto, il Consiglio federale e il Consiglio nazionale si concentrano soprattutto sulle procedure di autorizzazione per le linee ad altissima tensione di Swissgrid (livello di rete 1). Una visita a Boll, nel comune bernese di Vechigen, mostra che per la trasformazione del sistema energetico sono assolutamente necessarie anche misure di accelerazione per la rete di distribuzione. Quando, nella sessione estiva 2026, il Consiglio degli Stati si occuperà del progetto, saranno sul tavolo proposte concrete in tal senso.
Il nuovo centro del villaggio è pronto per la svolta energetica
Boll è cambiato molto negli ultimi 15 anni: numerosi edifici sono stati costruiti ex novo e sono pronti per la svolta energetica. Dispongono di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, sono riscaldati con pompe di calore e producono la propria elettricità con impianti fotovoltaici. Grazie alla collaborazione lungimirante di tutte le persone coinvolte, la rete di distribuzione è stata considerata già in fase di pianificazione e adattata alle nuove esigenze. Ma tutto questo non è avvenuto dall’oggi al domani.
Il potenziamento della rete di distribuzione a Boll è durato 15 anni
«Oggi Boll è quasi completamente pronta per la svolta energetica», afferma Dominik Schütz. Ha corresponsabilmente seguito e accompagnato il potenziamento della rete a Boll per 15 anni per BKW. Servendosi di una mappa dell’infrastruttura di rete del paese, spiega dove sono state necessarie linee per la distribuzione dell’elettricità e stazioni di trasformazione per la conversione ad altri livelli di tensione. Anche la rete elettrica, infatti, deve essere in grado di far fronte alle crescenti esigenze. Non deve solo trasportare più elettricità, ma anche assorbire l’immissione fortemente variabile proveniente dagli impianti solari nonché i nuovi carichi derivanti dalle stazioni di ricarica per veicoli elettrici e dalle pompe di calore.
In passato nel nucleo del villaggio c’erano due stazioni di trasformazione. All’epoca erano sufficienti per le esigenze di allora. Oggi, però, viene immessa nella rete molta più elettricità in modo decentralizzato, ad esempio tramite impianti solari. Questa corrente deve poi essere trasformata a una tensione più elevata per poterla distribuire all’interno del Comune (per una spiegazione dei termini tecnici della rete di distribuzione, si veda l’infobox alla fine dell’articolo). Con l’ampliamento degli impianti fotovoltaici aumenta quindi anche il fabbisogno di stazioni di trasformazione. Oggi nel nucleo del villaggio di Boll ce ne sono sette. «Boll è un esempio emblematico: grazie al coinvolgimento tempestivo e alla buona collaborazione di tutti gli attori, l’ampliamento della rete ha potuto essere coordinato con la costruzione di nuovi edifici.» Con le attuali condizioni quadro e prescrizioni di legge, questo processo è durato 15 anni.
Nel contesto della transizione energetica, 15 anni sono un periodo troppo lungo per realizzare una trasformazione di tale portata della rete di distribuzione. Se in altri casi impiegassimo tempi analoghi, gli obiettivi ambiziosi non potrebbero essere raggiunti. Ma perché attualmente ci vuole così tanto tempo?
Dove si possono costruire le stazioni di trasformazione – oppure no
Dominik Schütz ci accompagna in Kernstrasse 2. «La ricerca di un sito per le stazioni di trasformazione è sempre una sfida, perché serve il consenso delle proprietarie e dei proprietari dei fondi», spiega. Qui una nuova stazione di trasformazione si trova esattamente al confine con la zona edificabile. Ha permesso l’allacciamento di un complesso residenziale di nuova realizzazione con impianti solari. «Se la proprietaria non avesse dato il suo consenso, sarebbe stato difficile trovare un sito», sottolinea Schütz. Infatti, sebbene qui esista già un edificio al di fuori della zona edificabile, la stazione di trasformazione non avrebbe potuto essere costruita fuori dalla zona edificabile. Sarebbe stato necessario trovare un altro sito all’interno della zona edificabile, dove il terreno è scarso e spesso già edificato. Questa ricerca del sito richiede tempo e causa ripetutamente ritardi nei progetti.
È urgente accelerare le procedure nella rete di distribuzione per poter tenere il passo con la transizione energetica.
Dominik Schütz, Leiter Projekte Bern bei der BKW
Il Consiglio nazionale decide ora se in futuro, a determinate condizioni, le stazioni di trasformazione potranno essere costruite anche al di fuori delle zone edificabili, qualora, come ultima opzione, fosse altrimenti possibile solo un’espropriazione all’interno della zona edificabile. In alcuni casi ciò potrebbe accelerare notevolmente l’ampliamento della rete.
Linee brevi, lunghe procedure di approvazione dei piani
Osservando la mappa della rete in Kernstrasse 2 emerge un ulteriore motivo per cui il potenziamento della rete di distribuzione ha subito ritardi. Qui è stato necessario potenziare sia le linee a bassa tensione sia quelle a media tensione. Mentre le linee a bassa tensione (livello di rete 7) sono attualmente autorizzate a posteriori dall’Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI), per le linee a media tensione (livello di rete 5) è necessaria un’approvazione preventiva dei piani, il che prolunga la durata della pianificazione di circa un anno.
BKW chiede di estendere la prassi dell’autorizzazione a posteriori anche alle linee di media tensione. «Nell’area di rete di BKW abbiamo ogni mese un gran numero di progetti di questo tipo. Un’accelerazione delle procedure è urgentemente necessaria per poter tenere il passo con la transizione energetica», riassume Schütz. Decisiva non è la dilazione di un singolo progetto, bensì piuttosto il cumulo di tutti i ritardi nell’ampliamento della rete di distribuzione. Deve essere possibile realizzare molte più infrastrutture in tempi più brevi.
Il Parlamento ha in mano l’accelerazione nella rete di distribuzione
BKW sostiene il progetto «Rete express». Tuttavia, gli esempi di Boll dimostrano che le accelerazioni per la trasformazione e l’ampliamento delle reti di distribuzione sono urgentemente necessarie, più di quanto finora previsto. Infatti, non sempre è disponibile così tanto tempo per la trasformazione della rete di distribuzione come a Boll. La svolta energetica a passo di lumaca non è un’opzione. La politica ha la situazione in mano.
(Questo blog è stato aggiornato il 28.05.26 in vista della sessione estiva del Consiglio degli Stati.)
Termini tecnici nella rete elettrica
La rete di distribuzione comprende tutti gli impianti della rete elettrica con una tensione elettrica di 132 kV e inferiore. Nel gergo tecnico si distingue tra livelli di rete : mentre le linee ad alta tensione (livello di rete 3) servono al trasporto regionale di elettricità su distanze maggiori e sono realizzate per lo più come linee aeree, gli impianti della Media tensione (livello di rete 5) e Bassa tensione (livello di rete 7) sono per lo più posate sottoterra e si trovano nei quartieri residenziali. Il livello di rete 1 comprende le linee ad altissima tensione e sono gestite dalla società di rete nazionale Swissgrid. I livelli intermedi di trasformazione (2, 4, 6) sono necessari per trasformare la corrente tra livelli di tensione. A tale scopo servono stazioni di trasformazione.
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